Green Skate Day 2025 a Roma: skate e moto all’Eternal City tra trick e vibrazioni street
Unire le strade: il Green Skate Day
incontra l’Eternal City Moto Show
Il 28 settembre 2025, Roma ha ospitato la settima edizione del Green Skate Day, per la prima volta inserita all’interno di un contesto del tutto inedito: l’Eternal City Moto Show, evento di riferimento per la cultura motociclistica italiana. Nella cornice monumentale del Roma Convention Center “La Nuvola”, tra esposizioni di custom bike, performance artistiche e street food, lo skateboard è stato protagonista di una giornata che ha unito mobilità sostenibile, spirito urbano e partecipazione collettiva.
L’incontro tra il mondo delle tavole e quello dei motori non è stato solo una scelta simbolica: è stato un vero e proprio dialogo tra culture che condividono lo stesso DNA — libertà, passione per la strada, identità visiva. La presenza del Green Skate Day ha portato al centro della scena urbana una comunità dinamica e trasversale, fatta di giovani rider, famiglie, appassionati e curiosi, in una manifestazione che ha saputo parlare sia a chi vive lo skate ogni giorno, sia a chi lo scopre per la prima volta.
Il Green Skate Day: tra mobilità sostenibile
e cultura urbana in movimento
Nato nel 2007 come iniziativa internazionale, il Green Skate Day promuove l’uso dello skateboard come mezzo di trasporto ecologico, accessibile e quotidiano. Non è solo una manifestazione sportiva, ma un invito concreto a ripensare la mobilità urbana in chiave sostenibile. Gli skater, provenienti da diverse città e realtà, sfilano insieme per le strade, rigorosamente vestiti di verde, per lanciare un messaggio visivo e culturale potente: meno traffico, più spazio condiviso, più libertà di movimento.
A Roma, l’edizione 2025 ha preso vita fin dalla mattina con un corteo collettivo partito da Piazzale dell’Industria, attraversando le vie dell’EUR fino al Convention Center “La Nuvola”, per un percorso di circa 4 km. Una volta arrivati, la giornata è proseguita con una serie di attività che hanno trasformato lo spazio fieristico in una vera area urbana temporanea: esibizioni di longboard dancing, street skate, surfskate e BMX, contest aperti a tutti i livelli, dimostrazioni su rampa Wood Wave, momenti di arte urbana e musica. Il Green Skate Day ha così creato un punto di incontro tra discipline, generazioni e sottoculture, confermando il suo ruolo non solo come evento sportivo, ma come esperienza collettiva e partecipativa a tutti gli effetti.
Per capire meglio lo spirito del Green Skate Day e scoprire cosa si nasconde dietro l’organizzazione di un evento che fonde sport, cultura urbana e mobilità sostenibile, abbiamo raccolto le parole di Daniele Verdecchia, organizzatore storico del Green Skate Day Roma e quelle di Alessandro Bruognolo manager di Wind Surf Paradise. Una conversazione che racconta visione, valori condivisi e lo sguardo verso il futuro di una scena sempre più viva.
Come è nata l’idea del Green Skate Day e qual è stato il percorso che ha portato all’edizione di Roma?
Il Green Skate Day è un evento internazionale che dal 2007 coinvolge centinaia di skaters di tutte le città del mondo, con l’obiettivo di diffondere un messaggio eco-sostenibile, stimolando i partecipanti ad utilizzare la propria tavola da skateboard per gli spostamenti giornalieri. Gli skaters, rigorosamente vestiti di verde, attraversano le città dando vita a uno spettacolo di straordinario effetto visivo. Roma ha aderito a questa iniziativa dal 2014. Poi, per qualche anno, c’è stata una pausa dovuta a difficoltà organizzative, per poi tornare quest’anno con la VII edizione dell’evento.
Quali sono i valori principali che volete comunicare attraverso il Green Skate Day?
L’obiettivo principale del Green Skate Day è quello di diffondere un messaggio eco-sostenibile, stimolando i partecipanti ad utilizzare la propria tavola da skateboard per gli spostamenti giornalieri. Poi, nel corso del tempo, è diventata una vera e propria “festa dello skate”, attraverso la quale si riesce a fare community e a diffonderne i relativi valori.
Perché ritenete importante portare lo skate in spazi urbani così simbolici come la Nuvola di Fuksas?
La Nuvola di Fuksas è una struttura grande e importante (per Roma e non solo) e viene aperta al pubblico solamente per eventi di una certa rilevanza. Quindi portare lo skateboard al suo interno significa dargli una vetrina di grande impatto e importanza rilevante, visto che di solito sport e discipline minori sono relegate a contesti più piccoli.
In che modo l’evento si inserisce nella storia e nell’evoluzione della scena skate italiana?
A Roma si organizza il Green Skate Day fin dal 2014 e fin dalla sua prima edizione ha creato sempre più proseliti. È un evento ritenuto importante soprattutto per la scena longboard e surfskate della scena italiana, poiché per modalità di organizzazione e scelta dei percorsi è più specifica per queste due discipline.
Qual è il messaggio che volete lasciare soprattutto alle nuove generazioni di skater?
Lo skateboard, che lo si voglia considerare uno sport o più un fenomeno culturale ed uno stile di vita, è capace di aggregare tante anime diverse con molta facilità; vuoi per i costi bassi per iniziare a praticarlo, vuoi per la facilità di uscire di casa e salire su una tavola. È davvero alla portata di tutti, e questo deve continuare ad essere: uno strumento per creare aggregazione e ridurre le diversità.
Come è nata la collaborazione con l’Eternal City Moto Show?
L’evento dedicato alle due ruote voleva aprire il suo palinsesto anche al mondo Urban & Street, mondi considerati affini per valori e appartenenza. Ecco che hanno contattato WindsurfParadiseShop per occuparsi di allestire tutta l’area street e urban dell’evento, e noi abbiamo chiamato a raccolta tutte le anime dello skateboarding romano. Abbiamo voluto aprire Eternal City Moto Show anche ad altri linguaggi contemporanei, che come le due ruote raccontano un’idea di libertà, creatività e appartenenza. Il Green Skate Day porta con sé un’energia giovane, concreta e autentica, perfettamente in linea con lo spirito del nostro evento.
“Abbiamo voluto aprire Eternal City Moto Show anche ad altri linguaggi contemporanei, che come le due ruote raccontano un’idea di libertà, creatività e appartenenza.” Fabrizio Croce, organizzatore di Eternal City Moto Show
“Siamo entusiasti di annunciare il ritorno del Green Skate Day, sulle stesse strade che hanno fatto da cornice alle edizioni passate. Vederlo rinascere, integrato in un contesto come quello dell’Eternal City, ci riempie di orgoglio e rappresenta la prova che le due e le quattro ruote possono convivere, portando avanti i valori di libertà, partecipazione urbana e consapevolezza ambientale.” Daniele Verdecchia, organizzatore storico del Green Skate Day Roma
Cosa hanno in comune, secondo voi, il mondo skate e quello delle moto?
Sicuramente condividiamo le strade, chi su due, chi su quattro ruote. Ma più specificatamente, lo skateboard ha alcuni tratti comuni con il mondo delle Harley Davidson: entrambe infatti raccontano un’idea di libertà, creatività e appartenenza.
Quali punti di contatto avete voluto far emergere tra le due culture?
Lo skateboard porta con sé un’energia giovane, concreta e autentica, perfettamente in linea con lo spirito del mondo delle Harley Davidson e delle moto in generale. Anche lo spirito comunitario è un elemento che accomuna molto i due mondi.
Che risposta avete ricevuto dagli appassionati di moto verso lo skate e viceversa?
Entrambi gli appassionati si sono perfettamente integrati, rispettando stili e usanze dell’altra parte. Abbiamo notato inoltre che molti partecipanti erano già appassionati di entrambi gli sport: skateboard e moto… quindi significa che ci sono effettivamente dei reali punti di contatto.
Che pubblico ha partecipato a questa edizione? Quali fasce di età erano più presenti?
La forchetta delle fasce d’età è stata veramente ampia: dagli 8 anni ai 50 anni, con estrazioni sociali di tutti i tipi e di tutte le possibilità. La fascia centrale più rappresentata è stata quella dai 15 ai 35 anni.
Che ruolo hanno avuto i giovani e i giovanissimi nella riuscita della giornata?
Quando a un evento del genere ci sono le fasce più giovani della popolazione è sempre un orgoglio e una speranza per il futuro. Perché si è consapevoli che c’è la possibilità di un ricambio generazionale, ma soprattutto si capisce che le nuove generazioni hanno voglia e piacere di praticare anche altre attività e non solo quelle mainstream.
Avete visto la presenza di famiglie, curiosi o semplici appassionati non skater?
Sì, c’erano intere famiglie di skaters, genitori non skater che portavano il figlio appassionato e tanti curiosi che guardavano con attenzione e hanno avuto la possibilità di provare.
Quanto è stato importante il coinvolgimento attivo del pubblico durante le sessioni?
Quando il pubblico partecipa attivamente è tutto più semplice. Fa in modo che le fatiche organizzative di un evento del genere vengano meno e il compito di chi organizza è far tornare a casa il pubblico divertito e con il sorriso.
Quali discipline di skate sono state portate in questa edizione?
La varietà è stata un grande punto di forza. I rider hanno partecipato con diversi tipi di tavole: 33% surfskate, 38% longboard, 20% street, 9% pattini. Questo mix ha arricchito l’esperienza per tutti, offrendo una panoramica completa del mondo skate contemporaneo. Ogni stile ha avuto modo di esprimersi, e questo ha reso l’evento interessante sia per chi praticava che per chi assisteva.
Come la varietà di stili ha contribuito all’evento e quali attività avete organizzato?
Molto. Avendo tanti stili e tavole, ognuno ha avuto “pane per i suoi denti”, sia dal punto di vista dello skater praticante, sia per il pubblico, che ha potuto ammirare diversi tipi di esibizioni senza mai annoiarsi. La giornata è stata animata da dimostrazioni e contest per ogni disciplina, offrendo un’esperienza coinvolgente a 360 gradi.
Quali momenti hanno rappresentato meglio lo spirito del Green Skate Day?
Sicuramente il giro in skateboard per le vie dell’EUR. L’impatto visivo di vedere tanti skaters per strada, tutti vestiti di verde e pushare nella stessa direzione, ha amplificato il messaggio che si voleva trasmettere.
Ci sono stati rider o trick che hanno acceso in particolare il pubblico?
Ci sono stati diversi momenti memorabili. Alessandro Catalano ha impressionato nella BMX, mentre nello street hanno brillato Niccolò Mazzoni, detto “Roscio”, e Nikolai Danov. Per il longboard dancing, Giacomo Galli e Marco Sloim hanno lasciato il segno, così come Matilde Quattrin e Valentina Donninelli per il surfskate. Queste performance hanno infiammato il pubblico e reso la giornata ancora più coinvolgente.
Quali collaborazioni con brand o realtà locali hanno dato forza all’evento?
L’evento è stato coordinato e organizzato da WindsurfParadise, Longskate Riders Roma e Novation Skateboard, che hanno scelto come realtà locali Cinetown Skatepark, Italian Longboard Collective e Romeboard Dancing.
A supporto dell’area skate c’è stato anche Santa Cruz, uno dei brand più iconici del panorama skateboard.
Quanto conta unire skate, moto e subculture urbane, e quali sinergie nascono?
È fondamentale creare forti sinergie atte a costituire una base concreta sulla quale far crescere la skate community italiana. L’obiettivo è arrivare all’organizzazione sempre maggiore di eventi multi-linguaggio, dove skate, cultura di strada, mondo custom e sostenibilità possano andare a braccetto fino a fondersi.
Quali sono state le maggiori difficoltà organizzative che avete affrontato?
La burocrazia in primis e le spese, che aumentano di anno in anno. Inoltre, coordinare e incastrare tutte le anime dello skateboard, che seppur molto simili, ognuna ha i suoi tratti distintivi e necessità di cui tenere conto.
Cosa vi ha colpito di più in questa edizione e quale insegnamento vi portate a casa?
Sicuramente la grande partecipazione di pubblico giovane e l’interesse del pubblico extrasettore. L’insegnamento è sempre lo stesso… anzi, è una conferma: realizzare eventi è possibile. La strada è spesso in salita, nessuno ti regala niente, ma con impegno, perseveranza e costanza, i risultati arrivano.
Come immaginate le prossime edizioni del Green Skate Day?
Un evento con sempre più partecipanti e, magari, qualche sponsor che sposi il concetto e il format, per permetterci di fare cose sempre più grandi.
Roma può diventare una tappa fissa per lo skate grazie a eventi come questo?
Roma ha bisogno di eventi come questo. Farla diventare una tappa fissa, oltre a essere il nostro obiettivo, è importante per tutta la scena. Roma è un bacino di utenza enorme. È piena di gente che fa skateboard sotto ogni forma. Eventi di questo genere permettono ai praticanti di conoscersi, fare community e creare relazioni e sinergie.
Tra libertà e asfalto: lo skate vuole restare
Il Green Skate Day 2025 si è confermato molto più di una semplice parata su quattro ruote: è stato un concentrato di energia urbana, spirito comunitario e voglia di cambiare le città partendo dal basso. La sinergia con l’Eternal City Moto Show ha dimostrato che mondi diversi, ma affini nei valori di libertà, creatività e appartenenza, possono convivere e rafforzarsi a vicenda. La partecipazione attiva di skater, famiglie, curiosi e addetti ai lavori è la prova che lo skateboard, con la sua natura inclusiva e dinamica, ha ancora tanto da dire — e da costruire — nel futuro delle città. Ora non resta che aspettare la prossima edizione, con la speranza che Roma diventi una tappa fissa per chi vive la tavola come mezzo di espressione, movimento e aggregazione. Un ringraziamento speciale va a Daniele Verdecchia, organizzatore storico del Green Skate Day Roma, e ad Alessandro Bruognolo, manager WP, per il supporto all’intervista, il prezioso contributo alla realizzazione dell’articolo e, soprattutto, per averci introdotti in questa realtà e coinvolti attivamente in un evento così significativo.























